Avraham Sutzkever
Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un’oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L’acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e ...
Yehoshua Kenaz
Due amanti clandestini, un amministratore di condominio in guerra con
il mondo, una giovane e silenziosa cameriera filippina, un agente
immobiliare perdutamente innamorato della misteriosa vicina: ecco
alcuni dei personaggi che animano il palazzo di Tel Aviv che fa da
sfondo a questo splendido romanzo le cui pagine diventano, a poco a
poco, pareti sottili che lasciano filtrare voci e rumori, frammenti di
vite umane che lentamente, come tessere di un puzzle, si uniscono in
un'unica trama fino a disegnare il quadro della vita, fatta di vicende
grandi e piccole, di passioni e di dolori, di grandezza e di squallore,
fino al sorprendente ...
Paolo Ciampi
Come una pianta che dopo la gelata riesce di nuovo a germogliare, perché ci sono radici che né gli anni né le persecuzioni possono spezzare. È questa la storia dei Ventura, una famiglia della borghesia ebraica italiana chiamata ad affrontare durissime prove tra il 1938 e il 1945. Il destino pare già scritto quando le vicende separano Anna e Luigi consegnandoli a un tragico epilogo. A doversela cavare nell’Italia in guerra rimangono solo i loro quattro figli, quattro ragazzini braccati e costretti a misurarsi con un mondo crudele in cui non è facile capire chi potrà aiutarti e chi invece ti tradirà. Farcela non sarà un’impresa di poco ...
Paola Gnani
Sulla scorta di un approfondito lavoro di ricerca e di documentazione, l’autrice ricostruisce le varie fasi del rapporto fra Celan e Adorno prendendo le mosse dall’immediato dopoguerra per giungere alla fine quasi incrociata dei loro destini. In una prospettiva d’indagine che intreccia la vicenda umana con quella intellettuale, vengono analizzati i momenti d’avvicinamento e i distacchi, le illusioni e le delusioni inscritte nel complesso rapporto. La ricerca presenta, da un lato, le varie risposte di Celan alla tesi del filosofo sul versante poetico e poetologico e, dall’altro, il progressivo processo di trasformazione della tesi stessa. ...